Atti del congresso

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Paolo Beltraminelli
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità

Riassunto

Sono molto onorato di partecipare al Congresso internazionale organizzato dalla Fondazione per l’aiuto, il sostegno e la protezione dell’infanzia, a cui rivolgo un sincero
ringraziamento per i suoi 20 anni di proficua attività a favore della protezione dei minorenni e della prevenzione di ogni forma di abuso e maltrattamento nei loro confronti.
Un grazie anche per aver organizzato un convegno di qualità su un tema tanto delicato e di cui non si discute ancora a sufficienza, che riunisce specialisti del settore a livello internazionale e nazionale. Questo appuntamento costituisce un momento privilegiato di formazione e sensibilizzazione che potrà avere ricadute benefiche sulla prevenzione dei maltrattamenti in Ticino e non solo. La presenza di persone e professionisti di ambiti diversi (servizi sociali, pediatri, educatori, autorità civili e penali, ecc.) è la migliore dimostrazione dell’impegno che vede tutti uniti, fianco a fianco, nella lotta contro il maltrattamento infantile, in un’ottica multidisciplinare e di collaborazione tra privato e pubblico.

Discorso completo

Il tema del maltrattamento minorile è una delle piaghe più drammatiche e subdole della nostra società, perché colpisce in modo profondo e con gravi conseguenze i soggetti più fragili: chi non può difendersi. È un problema mondiale e che in Svizzera colpisce migliaia di minorenni. In Ticino, annualmente sono alcune decine le denunce di fanciulli che sono vittime di abusi, maltrattamenti, coinvolgimenti sessuali o maltrattamenti psico-fisici gravi.
Ma questa piaga ha un’ampiezza sicuramente maggiore. Lo rivelano studi condotti a livello internazionale. Purtroppo non tutti gli abusi sono denunciati o segnalati dai minori, perché spesso gli abusanti sono componenti della famiglia stessa o sono persone di loro fiducia.
Di fondamentale importanza è allora il rafforzamento della capacità della nostra società di individuare il più precocemente possibile situazioni di possibile rischio e di intervenire con le necessarie misure, ma anche con molta sensibilità e attenzione a proteggere immediatamente i minorenni esposti ad abuso o maltrattamento. In questo ambito, risulta fondamentale la collaborazione instaurata tra i servizi cantonali, quali il Delegato per le vittime di reato, le autorità civili e penali e la polizia, che è spesso la prima istanza coinvolta nel caso di segnalazione di abusi o maltrattamenti. Questo lavoro di rete,
multidisciplinare e integrato, è fondamentale sia per l’avvio tempestivo dell’indagine, ma anche per l’intervento medesimo a sostegno di vittime e familiari.
Attualmente ci sono circa 300 bambini, bisognosi di protezione, ospitati nei Centri di accoglienza per minori (CEM) e nelle famiglie affidatarie, perché vittime di trascuratezza.
Sono i figli di genitori che per gravi problemi personali o di salute si trovano nell’impossibilità di garantire una cura adeguata. Il Cantone Ticino dagli anni Novanta sta conducendo una politica familiare innovativa a livello Svizzero, il cui obiettivo principale è la protezione dell’infanzia, la promozione delle pari opportunità tra i bambini e il loro diritto di crescere in condizioni dignitose e favorevoli al loro sviluppo. Attraverso la Legge sul sostegno alle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie) il Cantone mette in campo, in maniera sussidiaria e complementare alle iniziative della società civile, i necessari sostegni economici, sociali ed educativi per consentire ai genitori più fragili di riacquistare, laddove possibile, le proprie competenze genitoriali. Tra questi vale la pena menzionare anche la rete di servizi e strutture che consentono di accogliere prontamente donne e madri maltrattate o in difficoltà o, rispettivamente, dei minorenni bisognosi di protezione. Sono strutture e servizi che stanno svolgendo un lavoro enorme e ai quali va il mio massimo riconoscimento.
Un fattore fondamentale nella lotta contro gli abusi e i maltrattamenti è la prevenzione primaria. In questo ambito, acquista particolare rilevanza il mandato conferito dallo Stato alla Fondazione ASPI che in stretta collaborazione con i servizi cantonali, in primo luogo il Delegato per le vittime di reato, e le direzioni scolastiche ha dato vita ad interessanti progetti di prevenzione quali “Sono unico e prezioso” e “Le parole non dette”. Si tratta di progetti che con il necessario tatto, con grande competenza e franchezza, coinvolgono e cercano di rafforzare le competenze di docenti, genitori e degli stessi minorenni al fine di prevenire ogni possibile caso di maltrattamento. Ed è proprio il coinvolgimento partecipe del minorenne medesimo, il rafforzamento delle sue competenze, a rappresentare uno dei punti di forza dei progetti condotti dall’ASPI.
Al di là di ogni singolo intervento la politica familiare condotta dal Cantone tende a promuovere una Cultura del rispetto dell’infanzia nel pieno rispetto della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo; una cultura che riconosca il diritto di un bambino di crescere in un contesto di benessere e di fiducia.
La sfida è, e lo sarà ancora nei prossimi anni, la realizzazione sul territorio di una politica globale e integrata di sensibilizzazione, prevenzione primaria, che coinvolga, oltre ai professionisti del settore, tutta la società civile.
Più avremo genitori competenti, più avremo docenti ed operatori preparati, meno avremo bambini trascurati o a rischio di maltrattamento. È una sfida, una missione, che – ripeto e sottolineo - deve coinvolgere tutti: politici, Stato, professionisti, genitori e società.
Il mio ringraziamento va quindi a tutti voi per l’impegno che state dimostrando giorno per giorno a tutela dell’infanzia minacciata.

 

Buon convegno!


Paolo Beltraminelli

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