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9 gennaio 2015 - Comunicato stampa: uscita del libro di Alberto Pellai

TUTTO TROPPO PRESTO,

L’EDUCAZIONE SESSUALE DEI NOSTRI FIGLI AI TEMPI DI INTERNET

 

I contenuti di questa conferenza sono il soggetto del  libro di Alberto Pellai, intitolato “Tutto troppo presto”, in uscita a metà gennaio 2015, edito da De Agostini.

 

 

Preadolescenti e adolescenti subiscono molteplici pressioni che li spingono a volere tutto e subito, a fare tutto troppo presto. Sedotti dai media e sollecitati dal mercato, si mettono a combattere contro tutto e tutti, a volte anche contro il proprio corpo (sognandolo diverso) e  contro se stessi, entrando in una spirale di comportamenti promiscui e rischiosi. Sexting, pornografia e adescamento online, sessualizzazione precoce sono temi quasi sconosciuti a noi, genitori di oggi. Questi temi sono purtroppo spesso presenti nelle vite dei nostri figli, che sempre più numerosi, si trovano ad avere un’idea della sessualità soltanto ludica ed eccitatoria, molto vicina a quella proposta dal mondo online, da loro consultato massicciamente. Questo può portarli a trovarsi intrappolati in attitudini, comportamenti e stili di vita pericolosi per la propria salute fisica e psicologica, con conseguenze anche a lungo termine nel loro percorso di vita.

 

Di tutto questo è complice una tecnologia che rende accessibili in un click contenuti ed esperienze che spesso i giovanissimi non sono in grado di capire e gestire. In questa conferenza Alberto Pellai parlerà con i genitori e gli educatori di tutti i comportamenti  in cui tecnologia e sessualità si incrociano nel percorso evolutivo dei nativi digitali, mostrando modalità e stili di conversazione che permettono di fare una efficace prevenzione in famiglia e a scuola, senza reticenze e tabù, in un’atmosfera di dialogo aperto e costruttivo in cui gli adulti - più o meno smarriti nell’era della sessualità “fluida” - sappiano riconquistare un ruolo educativo.

 

Alberto Pellai, scrittore e medico psicoterapeuta dell’età evolutiva, oltre che padre di quattro figli, fornirà  ai genitori e insegnanti gli strumenti utili per captare i messaggi e affrontare comportamenti a rischio in un percorso di educazione sessuale 2.0 che prende le mosse da una serie di casi reali per offrire spunti di riflessione, consigli pratici e riposte sui temi caldi.

I contenuti di questa conferenza sono il soggetto del  libro di Alberto Pellai, intitolato Tutto troppo presto, in uscita a metà gennaio 2015, edito da De Agostini.

 

 

 

11 marzo 2014: 10 anni “Parole non dette” un traguardo importante!



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Quando il 6 ottobre 2001, durante una conferenza alla sala Aragonite di Manno, in occasione dei festeggiamenti del 10° anniversario dell’ASPI, abbiamo scoperto “Le parole non dette” e fatto la conoscenza di Alberto Pellai, ci aveva entusiasmati la possibilità concreta di fare prevenzione degli abusi sessuali sui minorenni.


Da appunto dieci anni, insieme al Dott. Amilcare Tonella, cercavamo di sensibilizzare l’opinione pubblica e i professionisti dell’infanzia sul tema del maltrattamento infantile, compresi gli abusi sessuali. Con “Le parole non dette”, scoprivamo un programma di prevenzione, consone alla nostra filosofia, strutturato, completo, rivolto sia ai bambini, sia ai loro genitori e insegnanti. Si trattava di valutare la fattibilità di questo programma in Ticino.


Dopo una fase esplorativa presso i genitori (550 partecipanti a 4 serate/conferenze nel 2001-2002, 246 risposte a un questionario e 80% di adesione al progetto) e una consultazione tra vari enti e associazioni, si è deciso, in stretta collaborazione con le autorità scolastiche cantonali, in particolare il Prof. Mirko Guzzi, e con la Conferenza Cantonale dei genitori (CCG), di procedere a una fase pilota nell’istituto scolastico di Mendrisio.


L’accoglienza del Direttore Alberto Dotti nell’autunno del 2003 è stata eccezionale, così come è stata e lo è ancora la collaborazione tra ASPI e l’istituto scolastico di Mendrisio in questi dieci anni! Oggi siamo dunque fieri di festeggiare questo importante traguardo
proprio qui a Mendrisio, assieme al Direttore Alberto Dotti e al Municipio che ha da subito sostenuto e finanziato gran parte del progetto.


In questi dieci anni, un numero crescente di scuole hanno aderito al programma “Le parole non dette”, consapevoli che il problema degli abusi sessuali sui minorenni è reale (3 ragazzi o ragazze su 20 subiscono almeno un abuso sessuale con contatto fisico entro il 9° anno scolastico, Studio Optimus 2009-2011 http://www.optimusstudy.org) e che la prevenzione può fare la differenza.


Oggi festeggiamo anche e soprattutto con Alberto Pellai, autore del programma “Le parole non dette”! Da dieci anni Alberto segue le attività dell’ASPI, ci consiglia, risponde alle nostre domande e ci aiuta a formarci sempre meglio in questo campo della prevenzione degli abusi sessuali sui bambini. I suoi libri sono anche un sostegno importante per gli adulti, genitori e docenti, co-attori indispensabili della prevenzione.


Mi piace anche sottolineare che, nella primavera 2013, ho avuto il privilegio di partecipare con Alberto Pellai al “2013 Denver Thinking Space” di ISPCAN (www.ispcan.org ) e di assistere alla presentazione delle “Parole non dette”. Ho visto di persona quanto questo programma ha suscitato l’interesse dei partecipanti a questo seminario, tutti esperti del ramo. Ho anche avuto il privilegio di sentire di persona chi (Lucy Faithfull Foundation) ha valutato l’esperienza fatta a Londra con “Le parole non dette”, definendo questo programma uno dei migliori esistenti.


Come Direttrice della Fondazione ASPI, sono fiera di averlo potuto portare e sviluppare in Ticino e nella Svizzera italiana (anche la Mesolcina è stata coinvolta) già dieci anni orsono e ringrazio di cuore tutti coloro che hanno reso e rendono possibile questo lavoro in favore del rispetto dei bambini:

  • In primis Alberto Pellai che generosamente ci ha messo a disposizione il suo progetto, le sue competenze e la sua esperienza nel campo specifico
  • le autorità scolastiche cantonali, gli ispettori, i direttori, gli insegnanti che sostengono e partecipano al programma
  • la Commissione e il Delegato per l’aiuto alle vittime che ne hanno favorito lo sviluppo
  • la Conferenza Cantonale dei genitori la cui collaborazione è stata determinante per l’organizzazione del programma nei primi anni
  • i numerosi sponsor, grandi e piccoli che ci aiutano a finanziare i costi del programma

Infine, ci tengo a ringraziare particolarmente i membri del Consiglio della Fondazione ASPI e le collaboratrici ASPI che s’impegnano con il cuore e con l’anima affinché ogni bambino sviluppi delle competenze preventive e sia accompagnato nel suo percorso di crescita da adulti consapevoli del loro ruolo protettivo.

 


 
Breganzona, 11.03.2014

 

 

21 ottobre: Percorso didattico interattivo “Sono unico e prezioso!”


Cronistoria

 

“Sono unico e prezioso!”, o come operare concretamente nell’ambito della prevenzione degli abusi sessuali sui bambini!

L’abuso sessuale è considerato dagli esperti di protezione dell’infanzia un problema di salute pubblica maggiore. Diversi fatti di cronaca regionale ci hanno costretto ad aprire gli occhi su questo problema e i dati epidemiologici (Studio Optimus 2011) mostrano che in Svizzera, all’età di 15 anni, 3 ragazzi o ragazze su 20 hanno subito almeno un abuso sessuale con contatto fisico!

L’ASPI è impegnata nel campo della sensibilizzazione da oltre 20 anni e da oltre 10 anni realizza dei programmi di prevenzione: dal 2003 “Le parole non dette”; dal 2006 “Sono unico e prezioso!” e dal 2009 il programma “e-www@i!”.

“Sono unico e prezioso!” è un percorso didattico ideato in Germania che la Fondazione Kinderschutz Schweiz ha portato in Svizzera nel 2005. Dopo una fase di traduzione e adattamento, l’ASPI ha introdotto il percorso in Ticino a complemento del già attivo progetto “Le parole non dette”.

Nel 2006, il percorso didattico “Sono unico e prezioso” è stato svolto a livello sperimentale nell’istituto scolastico di Giubiasco. Dopo la valutazione di questa fase iniziale da parte delle autorità scolastiche cantonali, dei docenti, dei genitori e di ASPI, si è deciso di promuovere il programma in tutte le scuole elementari del Cantone Ticino. Da allora, il percorso didattico interattivo “Sono unico e prezioso!” coinvolge tutti gli allievi di scuola elementare del Cantone. La programmazione è suddivisa per circondari. In questo modo, un primo “giro” del cantone è arrivato a termine a giugno 2012, e da settembre 2012 è iniziata una seconda “tournée”. In questi mesi, “Sono unico e prezioso!” coinvolge i circondari I e II ed è collocato presso l’ex scuola dell’infanzia di Coldrerio.

A complemento delle attività per gli allievi, sono proposti dei momenti di sensibilizzazione e di formazione sia per i genitori, sia per gli insegnanti, come pure dei momenti di porte aperte. La partecipazione a queste attività permette di potenziare l’effetto della prevenzione, da una parte perché gli adulti di riferimento dei bambini conoscono i messaggi di prevenzione, dall’altra parte perché in questo modo gli adulti possono rinforzare il loro ruolo protettivo verso i bambini.

In considerazione della gravità del problema degli abusi sessuali sui bambini, dell’importanza della prevenzione, della validità del percorso “Sono unico e prezioso!” e della possibilità di coinvolgere tutti gli allievi di scuola elementare, lo Stato del Cantone Ticino ha deciso di sostenere in maniera considerevole il finanziamento del programma “Sono unico e prezioso!”. L’obiettivo è che ogni allievo, al termine della scuola elementare, abbia partecipato al percorso “Sono unico e prezioso” e che abbia così acquisito le competenze essenziali nel campo della prevenzione.

 
Breganzona, 21.10.2013




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