castellinaria

Promuovere il rispetto dei minorenni nel mondo della cultura

 

Si può parlare in molti modi di rispetto, di dignità, di diritti dei minori. Oltre a promuovere occasioni di incontro e di riflessione con adulti e ragazzi, a pubblicare opuscoli su temi specifici dell’infanzia e dell’adolescenza, a realizzare progetti di prevenzione sull’abuso sessuale, l’ASPI è convinta che la cultura, con le sue molteplici espressioni, sia un canale privilegiato per dibattere attorno al complesso tema dell’infanzia e dell’adolescenza.

 

Per questo motivo, dal 1994, ila Fondazione ASPI collabora con Castellinaria, Festival internazionale del cinema giovane che, con le sue interessanti proiezioni, registra ogni anno un'affluenza di migliaia di bambini e ragazzi. Il festival propone due concorsi le cui giurie sono composte da ragazzi di 6-15 anni, rispettivamente 16-20 anni. È proprio all’interno del concorso 6-15 anni che l’ASPI ha deciso di offrire un riconoscimento al film ritenuto più sensibile alla tematica del rispetto dei bambini e dei loro diritti. Il Premio Arturo, statuetta di bronzo realizzata dallo scultore Luca Marcionelli, è diventato quindi il simbolo di questa preziosa collaborazione ed è assegnato da una giuria di ragazzi provenienti da tutto il Ticino.

 

Castellinaria rappresenta per l’ASPI un importante evento culturale cinematografico rivolto a tutti indistintamente, che vede i ragazzi protagonisti delle pellicole proposte, spettatori principali delle sale e primi giurati dei film in concorso. Questa manifestazione offre l’opportunità di parlare attraverso le immagini di temi importanti, quali il rispetto, le emozioni, la dignità, …, di aprire finestre di vita diverse, ma nello stesso tempo simili, a quelle di casa nostra. 

 

http://www.castellinaria.ch/

 

 

Dal catalogo di Castellinaria, edizione 2011

 

Quando ricordare fa male...


Ogni bambino, ogni bambina merita RISPETTO! In queste poche parole sta tutta la filosofia della Fondazione ASPI la cui missione è contribuire a costruire la cultura del rispetto del bambino. Un bambino rispettato sarà un adulto rispettoso.
Le conseguenze a medio-lungo termine del maltrattamento infantile, in tutte le sue forme (maltrattamento fisico e psicologico, trascuratezza o negligenza, abuso sessuale) sono difficili da misurare oggettivamente, così come è difficile dimostrare il nesso causale tra i maltrattamenti subiti nell’infanzia e nell’adolescenza e certi problemi, o addirittura certi disturbi del comportamento e/o di relazione che si sviluppano poi nel corso della vita.
Gli scritti di Alice Miller spiegano in maniera a volte angosciante quanto il modo di trattare un bambino nei suoi primi anni di vita possa avere conseguenze per la sua vita, e per quella dei suoi figli, nipoti e pronipoti, sulle future generazioni, per il fatto che, ancora oggi, tanti adulti sono convinti che certe pratiche educative siano efficaci.
La nostra società riesce ad avanzare e fare grandi progressi e scoperte in molti campi e settori, come la scienza, la medicina, la fisica, l’informatica, ecc. Mentre per quanto il bisogno di benessere, di felicità e di protezione dei bambini è spesso sottovalutato. Ci sono ancora famiglie che per ottenere l’ubbidienza o pensando di educare così i propri figli e perché a volte non sanno cos’altro fare, ricorrono a schiaffi, punizioni, ricatti e minacce. Poche sono le persone che si schierano senza esitazione e riconoscono che anche uno schiaffo è un atto di violenza verso il bambino e dunque un maltrattamento.
Forse il seguente esempio può essere d’aiuto nella riflessione: se un adulto dovesse dare uno schiaffo a un altro adulto, rischierebbe o di ricevere a sua volta un pugno in faccia, o di essere denunciato e multato per “vie di fatto”. Perché quando a ricevere lo stesso schiaffo è un bambino, lo si giustifica dicendo che è educativo? Perché in una situazione di umiliazioni e ricatti nei confronti di un adulto si parla di mobbing, mentre quando sono i bambini a subire questi trattamenti si pensa di fare il loro bene e di insegnare loro a essere educati?
Nel suo bellissimo libro “Il piccolo principe”, Antoine de Saint Exupéry fa dire al suo eroe: “I grandi non capiscono mai niente da soli ed i bambini si stancano a spiegare loro tutto ogni volta”. Prima di lui, Janusz Korczack scriveva: “Ognuno di noi è stato bambino, ma lo ha dimenticato e crede di essere diventato intelligente solo da grande”. Se, con tanta presunzione, potessi riprogrammare la memoria dell’essere umano, farei in modo che non dimenticasse mai come si sentiva da bambino! Che ognuno potesse ricordare com’era bello essere coccolato tra le braccia della mamma e del papà, consolato quando faceva male la pancia o quando la paura del buio faceva a gara con la stanchezza e la voglia di addormentarsi, rassicurato quando per sbaglio aveva rotto qualche cosa o combinato un guaio... Quanto faceva male invece essere sgridato perché non aveva capito qualche cosa, o rimproverato perché non si era impegnato abbastanza, o punito per i troppi errori... Quante cicatrici all’anima si formano in questo modo!
Tanti adulti condannano i maltrattamenti gravi, soprattutto quelli fisici e specialmente gli abusi sessuali. Per fortuna! Ma non basta! Perché tutti gli atteggiamenti di disprezzo, di giudizio, di disamore, di condanna lasciano delle tracce nel bambino in crescita. In un ulteriore capitolo immaginario del suo libro, Saint Exupéry avrebbe potuto portare il Piccolo Principe a meravigliarsi di come gli esseri umani adulti trattano quello che di più prezioso hanno al mondo, i loro figli!
Mi auguro che Castellinaria, e in particolar un suo ospite illustre, Topolino, possa portare tanti adulti a ritrovare un po’ della consapevolezza della loro infanzia e di conseguenza a sviluppare una maggiore empatia con i bambini, piccoli o grandi che siano.

 

 

Dal catalogo di Castellinaria, edizione 2010

 

Buon viaggio!


« Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: - Buon viaggio! »

Questa frase di Gianni Rodari (Il giovane gambero) è pertinente sia per il festival del film Castellinaria, sia per la Fondazione ASPI. Un punto in comune a tutti e due sta proprio nella determinazione ad andare avanti con coraggio inseguendo un obbiettivo forse utopico ma quanto mai necessario. Partiti dal piccolo, sia Castellinaria, sia l’ASPI sono cresciuti e vanno avanti, con grande impegno, sognando e proponendo un mondo migliore, dove ogni essere umano, a cominciare dai i più piccoli, possa essere davvero rispettato.

Uno strumento molto importante in questo senso è la “Convenzione ONU sui diritti del fanciullo”, ratificata a New York il 20 novembre 1989 (proprio per questo motivo il 20 novembre è diventato la giornata internazionale dei diritti dei bambini). Per fanciullo si intende “ogni essere umano avente un’età inferiore a 18 anni”. La Convenzione riguarda ovviamente i “bambini” ma anche gli adolescenti che nella società sono spesso considerati una categoria a parte, tenuti ingiustamente e arbitrariamente responsabili, in modo molto generale, di tanti mali.

Rispettare i diritti dei fanciulli non significa cadere nel permissivismo e lasciar loro fare tutto quello che vogliono, quando e come vogliono. Gli articoli 28 e 29 della Convenzione esplicitano il diritto all’educazione e le sue finalità. Educare significa dire di SI e dire di NO, nel rispetto dell’altro, e dei bisogni dell'altro, qualsiasi sia la sua età! Educare significa accompagnare e guidare l’essere umano minorenne nel suo percorso di crescita evolutiva verso l’età adulta. Educare significa esserci, esserci soprattutto attraverso la relazione.

In merito ai diritti alla protezione dallo sfruttamento e dagli abusi (intesi come maltrattamenti fisici e/o psicologici, trascuratezza e abusi sessuali), sentendo gli adulti sembra che questi problemi siano un fenomeno molto marginale che coinvolge solo poche situazioni particolarmente infelici, fragili, .... Invece, sia la ricerca sia l’esperienza sul terreno, ci insegnano che non è così! Tanti minorenni sono “educati” a suon di schiaffi, sculacciate e a volte peggio ancora. Tanti subiscono umiliazioni e castighi. Tanti sono trascurati. In quanto all’abuso sessuale, i fatti di cronaca ci ricordano regolarmente la loro realtà anche da noi. Per tanti minorenni dunque il rispetto è ancora un’utopia, anche da noi in Svizzera.

L’ASPI, fedele compagno di viaggio di Castellinaria da anni, contribuisce alla riflessione da una parte grazie a “Arturo”, premio attribuito dai ragazzi stessi al film che a loro parere meglio illustra il tema del rispetto del bambino. Dall’altra parte, una classe di scuola media è invitata ad approfondire lo stesso tema dopo la visione di un film scelto in collaborazione tra il direttore artistico del festival, Giancarlo Zappoli, e l’ASPI. Gli allievi di questa classe si ritrovano durante una mezza giornata con due animatori che li portano a riflettere e a sperimentare attraverso delle attività ludiche il tema del rispetto. L’obiettivo è quello di potenziare la loro presa di coscienza su questo argomento.

La Fondazione ASPI è convinta che ogni opportunità data ai ragazzi per riflettere e soprattutto sperimentare sulla propria pelle il RISPETTO possa avere un impatto duraturo. Perché il rispetto non s’impara dalle prediche o dalle lezioni a tavolino. Il rispetto s’impara attraverso l'esempio, sperimentandolo sulla propria pelle nelle relazioni interpersonali, nella realtà di ogni giorno, nelle difficoltà, nella capacità di risolvere i conflitti, con la volontà di costruire la pace, ognuno nel suo piccolo.

 


 


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